Se Brasero non masterizza files .cue (bin)

18 06 2008

Se avete Ubuntu installata, allora avrete Brasero come suite di masterizzazione. La controparte Gnome di K3B è indubbiamente maturata ( pur, a mio avviso, non raggiungendo ancora i livelli di K3B, ma va considerata anche la giovane età del progetto!), presenta tutte le caratteristiche che servono e si avvale di in una interfaccia semplice ed intuitiva. C’è un guaio, però, ed affligge chi tenta di masterizzare certi file immagine scritti nella modalità .bin/.cue. Come saprete si tratta di due file, uno con i dati immagazzinati, uno con i riferimenti da dare al programma di masterizzazione che deve effettuare la copia. Ebbene, se il cuesheet contiene solo il nome del file, Brasero potrebbe avere difficoltà. La soluzione consiste nel aprire il vostro file, ad esempio disco.cue, con un editor di testo, ad esempio gedit, e scrivere nella prima riga il percorso completo che porta al file ( invece del semplice nome del file). Registrate il file appena editato e Brasero si metterà all’opera senza problemi.

Il problema è un bug riconosciuto e segnalato dalla comunità di Ubuntu, come si legge in questa pagina.

EDIT:

Mi è stato fatto notare che potrebbe non essere chiaro cosa va editato. Nel file .cue troverete nella prima riga il nome del file .bin di riferimento: ad esempio Musica.bin. Va sostituito con il percorso di dove si trova il file in quel momento. E’ sul desktop? Ok, allora scrivete /home/vostroutente/Desktop/Musica.bin. Salvate il file e rifate la procedura per la masterizzazione, senza bisogno di alcuna ulteriore conversione.





Ubuntu e il problema audio del MacBook Pro.

15 06 2008

Tempo di rispondere ad un commento in cui Marco si lamentava di un malfunzionamento della sua scheda audio ed anche la mia si ammutolisce…

La cosa positiva è che non siamo i soli. E dico questo non per onorare l’adagio ” Mal comune, mezzo gaudio”, ma perché ciò significa che online si trova la soluzione. Il problema risiede nel chipset della nostra scheda audio e nel relativo modulo che il kernel carica. La scheda audio hda intel è montata su molteplici modelli di computer e le varie versioni hanno tra loro qualche differenza. Di conseguenza dovremmo passare ad alsa il giusto nome del modello della nostra scheda, editando il file alsa-base in /etc/modprobe.d, in modo che il nostro sistema sappia come pilotare a dovere il nostro hardware.
Qui si trovano tutti i possibili modelli della nostra card (e i comandi da dare per capire quale parametro ci serve). Nel mio caso, avendo un MacBook Pro di seconda generazione ho aggiunto la linea necessaria dando questo comando:

sudo echo ‘options snd_hda_intel model=intel-mac-v3′ \

>> /etc/modprobe.d/alsa-base

Il comando echo unito ad >> scrive la stringa desiderata alla fine del file indicato. La backslash (\) serve invece a dividere il comando su due righe. E dopo un reboot, tutto funziona.





Un software per Euro 2008.

9 06 2008

Ci siamo! Manca poco al debutto dell’Italia!! La febbre da Europeo è al culmine e ci vuole assolutamente un software che ci aiuti a monitorare tutti i risultati e i gironi, dotato di un calendario e possibilmente che si aggiorni via web semplicemente con un click. Insomma, ci vuole Euro2008. Disponibile per Win, Mac e Linux.

E’ il programma di Pier Luigi Covarelli, che già sviluppò Germany2006. E’ gratis anche se le donazioni sono ben accette!

Disponibile in Italiano ed in Inglese!





Come bloccare un aggiornamento in Ubuntu: la blacklist.

4 06 2008

Se vi capita di scoprire che un aggiornamento è incompatibile in qualche modo con la vostra configurazione fatta ad hoc e volete bloccarlo senza che vi rompa le uova nel paniere, un sistema c’è. Anzi, ce se sono due (almeno).

1. Via Synaptic. Aprite il vostro package manager e, nella sezione dei pacchetti installati ma aggiornabili, scegliete quelli indesiderati. Quindi dal menù package, scegliete lock. I guastafeste compariranno in una sezione denominata Pinned e se ne staranno lì senza nuocere.

2. Via apt-get. Da terminale editate il file /etc/apt/apt.conf.d/50unattended-upgrades. Ecco il mio:

lolleus@lolleus-box:~$ cat /etc/apt/apt.conf.d/50unattended-upgrades
// Automaticall upgrade packages from these (origin, archive) pairs
Unattended-Upgrade::Allowed-Origins {
“Ubuntu hardy-security”;
// “Ubuntu hardy-updates”;
};

// List of packages to not update
Unattended-Upgrade::Package-Blacklist {
// “vim”;
// “libc6″;
// “libc6-dev”;
// “libc6-i686″;
};

// Send email to this address for problems or packages upgrades
// If empty or unset then no email is sent, make sure that you
// have a working mail setup on your system. The package ‘mailx’
// must be installed or anything that provides /usr/bin/mail.
//Unattended-Upgrade::Mail “root@localhost”;

La doppia slash (//) in questo caso serve da commento (io non ho nulla in blacklist). Aggiungete quindi il nome esatto del vostro pacchetto senza // davanti se volete che eventuali aggiornamenti via apt ignorino quel dato programma.





Ubuntu su MacBook Pro: Grub dove lo metto?

4 06 2008

Ho recentemente installato Ubuntu Hardy Heron sul mio macbook pro, affiancandolo a Leopard in dual boot. Le macchine Apple sono belle ma, si sa, sono anche sempre state piuttosto seccanti in termini di compatibilità. Io personalmente ho benedetto il passaggio ai processori Intel, perché abbatteva di fatto la più grande barriera ancora alzata contro chi volesse un hardware Apple and un Os diverso.

Ero tuttavia piuttosto scettico. Temevo che la mia scheda Airport, prima di tutto, non sarebbe stata riconosciuta e poi c’era il problema dell’assenza di un vero bios, il dilemma grub ecc. Va bé, ho provato seguendo questa guida. Risultato stupefacente. Funziona tutto, ma proprio tutto, compiz incluso (una volta abilitata l’accelerazione grafica).

Unici due appunti.

1.L’howto è poco chiaro su dove vada installato grub. Allora, grub NON va sul MBR. Per avere Ubuntu, come la guida spiega, avrete bisogno di installare da Leopard ( o Tiger) rEFIt, che sarà il vostro primo bootloader. Grub, il cui scopo è di caricare il Kernel (quindi senza si va poco lontano!), va installato sulla stessa partizione dove avrete messo la vostra root (/dev/sda4 nel mio caso ma dipende da come avrete partizionato il vostro disco). All’avvio rEFIt vi farà scegliereda quale partizione avviare; una volta scelta quella di Linux, avremo il nostro Grub.

2.I driver Madwifi, che fanno funzionare la nostra scheda wireless Airport Extreme (che come ci dice il comando

lspci
Network controller: Atheros Communications Inc. AR5418 802.11abgn Wireless PCI Express Adapter (rev 01)

altro non è che una card basata su chipset Atheros) vanno compilati e caricati nel Kernel. Fin qui tutto ok, senonché il recente aggiornamento al kernel 2.6.24-17 ci fa a pugni. Il risultato è che la nostra wireless cessa di funzionare ( e a nulla vale ricompilare i driver). Per risolvere ci sono due vie: possiamo editare il file menu.lst di Grub (che è quello che, tra le altre cose, passa le opzioni al bootloader su quale kernel caricare di default) in modo che sia caricato di il 2.6.24-16 ( ricordatevi che Grub comincia a contare da ZERO). Oppure possiamo impedire che il kernel sia aggiornato ( e con esso i corrispondenti Linux headers). La seconda procedura la trovate in questo altro mio post.