Gestire le credenziali nella cache di Windows

21 02 2016

Dai tempi dei tempi una grandissima seccatura sono le credenziali in cache del sistema operativo. Negli ambienti windows soprattutto, l’OS cerca innanzitutto di autenticare (su applicazioni web, share di rete ecc) l’utente loggato in quel momento. Se questo tentativo fallisce windows passa alle credenziali in cache e, se anche questo  non riesce, allora riceviamo il prompt per l’autenticazione.

Talvolta capita pero che l’autenticazione automatica che avviene grazie alle credenziali in cache non porti gli effetti sperati. In tal caso e’ utile eliminare il login in questione in modo tale da forzare la richesta di nome utente / password.

Il mio metodo preferito per ottenere questo scopo e’ di lanciare da linea di comando ( o dalla finestra esegui  apribile via tasto Windows +R)

rundll32.exe keymgr.dll, KRShowKeyMgr

Dopo aver premuto enter si aprira’ il gestore delle credenziali e potremmo rimuovere il login indesiderato.

storedCreds

Il comando e’ valido su tutte le versioni di Windows almeno a partire da Windows 7.





Letters from Father Christmas

28 12 2013

Letters_Father_ChristmasIn questo periodo natalizio, ora che Tolkien e’ diventato (piu’) noto a tutti per la sua immensa opera e capacita’, consiglio la lettura di Letters from Father Christmas. Per circa 20 anni Tolkien, ogni Natale ha scritto lettere da parte di babbo Natale ai suoi 4 figli, iniziando quando il maggiore aveva 3 anni. Di anno in anno Babbo Natale scriveva ai piccoli, ringraziandoli per le loro lettere e facendo un resoconto della sua annata e delle avventure capitate a lui, il suo pasticcione aiutante l’Orso Polare, gli elfi e quei rompiscatole dei Goblins. Il libro contiene le foto delle lettere originali, scritte dalla tremolante mano di Babbo Natale e con le sgrammaticate osservazioni dell’orso polare.

Non stiamo parlando di un romanzo, ma di una sbirciata in una tradizione familiare che Tolkien ha portato avanti con la sua famiglia per 20 anni, nel tentativo di rendere ancora piu’ magico quello e’ che il piu’ bel periodo dell’anno per un bambino. Ed in questa sbirciatina, si rivede l’incredibile immaginazione, i semplici ma bellissimi disegni, la prosa semplice ed evocativa ( io l’ho letto in Inglese e consiglio a chi puo’ di fare lo stesso) che ritroveremo nelle sue opere maggiori. Il libro e’ piccolo, sono circa una trentina di lettere, e lo consiglio a tutti gli amanti di Tolkien o futuri genitori o neo genitori o tutti e 3 combinati.





Configurazione switch WHZ-HPG300NH

8 09 2013

Tempo fa mi sono trovato a dover configurare Vlans sul mio fido Buffalo ( per gli amici, Buffalino). In tal caso e’ fondamentale sapere quale porta dello switch cosi’ come lo si vede guardando il device corrisponde alla REALE porta dello switch. Mica avrete pensato che la porta con su scritto Port 1 veramente corrisponda alla Port 1 che si scrive nel file di configurazione? Bene,  perche’ infatti la realta’ e’ diversa.

In altre parole lo switch ha due interfacce di rete , eth0 e eth1.

Eth1 collega la porta wan, che si riconosce bene dall’esterno in quanto e’ colorata di un  bel blu di Persia.

Eth0 invece e’ collegato allo switch interno che non e’ mappato alle porte cosi’ come sono ‘etichettate’ all’esterno. In alter parole, se volete configurare la porta 1, nel file di configurazione dovete indicare la porta 3. La porta 4 corrisponde alla 0, la 3 alla 1 e , miracolo, la 2 alla 2.

L’immagine sotto spiega meglio il concetto.

switch buffalo





Installare OpenWrt firmware su Buffalo WHZ-HPG300NH

28 01 2012

Cominciamo con il dire che in rete si trovano valanghe di howto su come flashare i router con OpnWRT. Ho voluto scriverlo uno anch’io per 2 motivi:

1) Per ricordarmi i passi da fare (mi dimentico sempre i valori di default)

2) Perche’ ho aggiunto qualche piccola raccomandazione che potrebbe risparmiare tempo  “all’inesperto” che si appresta a questo tipo di operazione per la prima volta.
Il tutorial si basa sul WZR-HP-G300NH. Il motivo della mia scelta ricadde su tale router per le sue specifiche tecniche, che consentono di far girare diversi servizi in scioltezza, di installare pacchetti aggiuntivi, di aggiungere storage attraverso la porta usb e perche’ lo switch integrato e’ gigabit. Questa e’ la pagina del produttore. Da notare che tale router ha di default DD-WRT che altro non e’ che un firmware linux anch’esso originato dalo sviluppo del firmware del padre di tutti i router, il venerabile linksys WRT54G. DD-WRT offre piu’ o meno tutti i servizi che Openwrt mette a disposizione, con un’interfaccia web ancora piu’ raffinata. Quindi acquistando quel router avete gia’ tra le mani uno strumento estremamente versatile  e con funzionalita’ decisamente superiori alla media. Non saprei dire con esattezza quali sono i motivi per cui preferisco openwrt: forse lo trovo piu’ semplice da amministare via linea di comando e quindi ha il mio favore.
Tenendo presente che e’ possibile compilarsi il proprio firmware cosi’ come qualsiasi kernel Linux, di seguito ci sono le istruzioni per flash del device con l’ultima release stabile utilizzando il metofo tftp. Ci sono diverse altri modi per fare il flash ma questo e’ senza dubbio il piu’ sicuro e quello da utilizzare in situazioni disastrose ( ossia quando sembra che il router sia irrimediabilmente brikkato). Quindi tantovale imparare i passaggi fin da subito.
Primo concetto importante: il WZR-HP-G300NH ha un server tftp che ascolta ogni volta che il router viene acceso . Per pochi secondi, ma sempre, ad ogni boot. Questo serverino tftp sara’ contattabile con un indirizzo IP che e’ SEMPRE  192.168.11.1 e un mac che e’ SEMPRE 02:aa:bb:cc:dd:1a, indipendemente da cosa avete settato prima o da cio’ che e’ scritto sull’etichetta sotto il router.
Secondo concetto: beccare esattamente la finestra di tempo in cui il serverino tftp ascolta puo’ essere difficile. Se alla prima non va, non disperate e ritentate ricominciando da capo.
Ultimo concetto: tenete presente che quello che va fatto e’ stabilire una connessione tra il vostro pc e il router e basta. Quindi disabilitate le altre interfacce di rete ( la wireless del vostro portatile per esempio); collegate il cavo ethernet ad una porta dello switch del router ( per intenderci, non collegatela alla porta wan, quella colorata di blu); tenete anche presente che altri fattori potrebbero influenzare il successo o meno dell’operazione, per esempio se, come me, usate un computer su cui gira fedora con se linux in modalita’ enforced. Se sospettate che certe protezioni possano ostacolare la trasmissione dei pacchetti tra il vostro pc e il router, disabilitate temporaneamente  quelle protezioni o provate con un altro OS.
Quindi, dato che sappiamo gia’ quale e’ l’indirizzo ip del router in fase di ascolto e poiche’ dobbiamo stabilire una connessione point-to-point al device, come prima cosa diamoci un indirizzo della stessa classe. (in linux ricordate di essere root # o di usare sudo all’inizio del comando)
# ifconfig eth0 192.168.11.2
ovviamente la vostra interfaccia di rete potrebbe avere un nome diverso ( in mac sara’ porbabilmente en0): controllate prima il nome della vostra interfaccia lanciando ifconfig senza argomenti.

Avvertimento: se usate mac potreste essere tentati di settare l’indirizzo da Preferenze> Network. Non fatelo perche’ il valore impostato viene effettivamente preso dalla scheda di rete dopo che e’ avvenuto il primo scambio di pacchetti ( il che vi fara’ perdere la finestra temporale di ascolto del server tftp del buffalo).
Quindi aggiungiamo il mac del router nella nostra tabella arp con il comando

# arp -s 192.168.11.1 02:aa:bb:cc:dd:1a

Okay, adesso siamo pronti. Con il router SPENTO digitiamo
tftp 192.168.11.1
binary
rexmt 1
timeout 60
trace

In breve:
binary e’ la modalita’ necessaria per il trasferimento;
rexmt 1 dice al computer di tentare il trasferimento di continuo (come gia’ detto, dobbiamo centrare una breve finestra temporale);
timeout 60 e’ esattamente cio’ che sembra, un timeout;
trace serve per vedere i pacchetti inviati su schermo ( un modo da capire in modo inequivocabile che il trasferimento sta avvenenendo).

Ora l’ultimo comando. Appena premuto enter, accendete subito il router in modo da non rischiare di perdere il periodo di ascolto del server tftp.

put <nomedelfile>

Se tutto va bene vedrete a schermo i tentativi di contattare il buffalo finche’ non iniziera’ il trasferimento con i pacchetti listati. Altrimenti dopo un certo numero di tentativi falliti il timeout vi informera’ che non e’ stato possibile contattare la risorsa. In tal caso spengete il router uscite dal prompt tftp e ricominciate da capo la procedura.

Se il tutto ha successo, vedrete una grande attivita’ di led sul router. Lasciatelo stare, prendetevi un caffe’ e tornate solo quando ha finito di fare i suoi reboot ( ci mettera’ diversi minuti) e i led sono tutti verdi.

A quel punto avete due opzioni: connettervi all’interfaccia web luci digitando l’indirizzo del vostro router su un web browser o accedere via linea di comando. Attenzione perche’ l’indirizzo, dopo il flash, potrebbe essere cambiato a 192.168.1.1. Quindi se tutto ha avuto successo ma non riuscite a raggiungere il buffalo, cambiate l’indirizzo della vostra scheda di rete (per esempio a 192.168.1.2)  e quindi ritentate.
Se volete accedere via linea di comando, tenete presente che ssh di default e’ disabilitato. Quindi fate

telnet 192.168.1.1

una volta ammirato il banner di benvenuto digitate

passwd

per cambiare la password di root e quindi
exit

da questo punto in poi ssh e’ attivo e telnet disabilitato per motivi di sicurezza.





Disponibile OpenWRT Backfire 10.03.1 final

2 01 2012

Il 2012 e’ arrivato e con esso la solita lista di buoni propositi. Uno dei miei e’ di tenere questo blog vivo o dovrei dire aggiornato, dato che ormai il blog vive di vita e propria e nonostante la mia pigrizia e’ constantamente visitato. Un grazie a tutti voi che passate di qui per un motivo o per caso.

Il primo post del 2012 riguarda quel bellissimo progetto ( e per niente nuovo) chiamato OpenWRT.

Per i pochi che ancora non sapessero di cosa si tratta, e’ una distribuzione Linux per router. In pratica una sorta di firmware alternativo, installabile sul proprio router di casa ma che e’ a tutti gli effetti una distribuzione Linux.

Ovviamente non tutti i device sono supportati. Va da se che e’ richiesta una certa memoria e una certa disponibilita’ di storage. La lista si trova qui.

Ora, per quale motivo ( a parte il fatto che fa molto “cool”) vorreste installare un firmware di questa foggia sul vostro fidato router? La risposta e’ semplice e difficile al tempo stesso. Nel senso che le funzionalita’ che vi ritrovete nel vostro router sono eccezionali ( firewall superiore, implementazione di openvpn, possibilita’ di creare VLAN, di avere un vostro proxy, un vostro dns ecc) e questa e’ ovviamente la risposta semplice.La parte difficile di questa meraviglia e’ che il tutto lo si apprezza solo quando lo si ha: parlarne difficilmente rende l’idea.

Comunque il progetto e’ cosi’ maturo che ne esiste anche una versione x86 quindi aprite il vostro vmware, virtualbox, kvm o qualsiasi virtualizzatore stiate utilizzando e testate pure. L’immagine e’ qui.

Il motivo per cui proprio ora mi metto a scrivere di openwrt risiede nel fatto che, dopo diverse release candidates, e’ appena uscita la versione Backfire 10.03.1 final. Per qualsiasi informazione raccomando vivamente la documentazione ufficiale del progetto. http://wiki.openwrt.org/

E’ ricca, precisa e la comunita’ e’ estremamente viva. Cio nonostante e’ mia intenzione fare qualche post sull’installazione (flashing) del firmware stesso e dei servizi di base che sopra ho menzionato, per condividere la mia esperienza e per aiutare coloro i quali trovassero la wiki di openwrt poco chiara.

A presto!





Terminale avanzato per Mac OS X

20 08 2011

Recentemente mi sono trovato ad usare spesso il terminale a causa di una serie di avventure con il mio router ed OpenWrt. Mi è quindi stato consigliato di provare un piccolo programma per Linux chiamato Terminator. In breve, il programma consente di eseguire molteplici terminali nella stessa finestra. La cosa potrebbe sembrare da poco ma è di un utilità spaventosa, specie quando si vuol leggere un log mentre si compie l’azione che genera tale log. Una volta provato, non ho potuto più farne a meno. Quindi ho ricercato se esisteva qualcosa di equivalente su Mac. La mia scelta è ricaduta su iTerm2, gratuito, con  le stesse funzionalità di terminator più qualche bonus così come ci si aspetta da un’applicazione per Mac OS. Si scarica da qui.





Finalmente Android Market via web

6 02 2011

Da qualche giorno è disponibile il Market delle applicazioni Android all’indirizzo https://market.android.com/. Il fatto potrebbe sembrare minore ma la comodità con cui adesso si installano le applicazioni è superba. Basta loggarci nel Market con le nostre credenziali Google e quindi cliccando su installa l’applicazione viene immediatamente “spedita” sul nostro smartphone. Veloce e non necessità dell’installazione di altri plugin.








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