Terminale avanzato per Mac OS X

20 08 2011

Recentemente mi sono trovato ad usare spesso il terminale a causa di una serie di avventure con il mio router ed OpenWrt. Mi è quindi stato consigliato di provare un piccolo programma per Linux chiamato Terminator. In breve, il programma consente di eseguire molteplici terminali nella stessa finestra. La cosa potrebbe sembrare da poco ma è di un utilità spaventosa, specie quando si vuol leggere un log mentre si compie l’azione che genera tale log. Una volta provato, non ho potuto più farne a meno. Quindi ho ricercato se esisteva qualcosa di equivalente su Mac. La mia scelta è ricaduta su iTerm2, gratuito, con  le stesse funzionalità di terminator più qualche bonus così come ci si aspetta da un’applicazione per Mac OS. Si scarica da qui.





xVideoServiceThief: scarichiamo video clip da più di 76 siti diversi

27 06 2010

Il nome dice tutto. Il software è un ladrone di video clip. Youtube, Vimeo, Video MySpace ed altri ( la lista arriva a 76 siti): se vedete un filmato che vorreste guardare con calma offline, potete scaricarlo con xVideoServiceThief. E’ disponibile per Windows, Mac e Linux. Converte le clip nei formati più diffusi in modo da facilitarne la fruizione qualsiasi sia il media da voi scelto. Completo di download manager per interrompere e riprendere lo scaricamento con comodità, di auto-aggiornamento appena il software è rinnovato e di funzionalità drag&drop. Si scarica da qui ed è gratis.





Antivirus per MAC – Symantec Endpoint Protection: installazione

27 06 2010

Facciamo subito delle premesse.

Symantec Endpoint Protection (per gli amici SEP) è un software NON destinato agli utenti cosidetti consumer. Tale fascia è coperta dalla gamma NORTON. Questo è un blog destinato ad utenti consumer, non certo ad amministratori di sistema di aziende. Detto questo, può capitare che anche piccole imprese acquistino licenze SEP senza essere magari guru informatici o può darsi il caso che tali licenze siano disponibili per l’acquisto a prezzi vantaggiosi ad utenti privati che lavorano magari in aziende dove tale piattaforma è in uso. Ecco, io parlo a loro, cercando di aiutarli nel momento in cui non riescono ad installare il programma e leggono questo messaggio:

Installation check failure.  Symantec Endpoint Protection can’t be installed on this computer.. An error occurred while running the InstallationCheck tool for “Symantec Endpoint Protection”. Try running the tool again..

Il problema è di facile soluzione al 95% dei casi e dipende dal software usato per la decompressione del pacchetto Symantec Endpoint Protection.zip. NON utilizzate unzip via linea di comando, NON utilizzate The Unarchiver (che amo, tra l’altro), NON utilizzate nient’altro che non sia l’utility di decompressione inclusa nel vostro MAC (Archive Utility). Il risultante pacchetto .mpkg sarà installato senza problemi.

Per il restante 5% dei casi? Controllate che la vostra versione sia effettivamente supportata ( Document ID: 2010031717331048 della KB di Symantec) Provate a fare una riparazione dei permessi da utility disco, al limite anche un ripara disco.

Date infine un’occhiata all’applicazione Console nella vostrà cartellina utility e controllate se nel log c’è qualcosa di sospetto.





Led Rosso nell’uscita audio del Mac Book Pro

8 02 2009

Tempo fa scrissi un post su come aggiustare il file di configurazione di Alsa su Ubuntu installato su MacBook Pro. Ciò generò i commenti di un utente Apple con un curioso problema. In ambiente Mac Os, non aveva più l’audio disponibile dopo aver utilizzato delle cuffie. Contestualmente, si era acceso un LED rosso nell’uscita audio. Il problema è abbastanza diffuso (seppur inconcepibile). La soluzione è fondalmente lasciata all’inventiva. Googlando si trova chi ha risolto solo inserendo e rimuovendo il jack delle cuffie, chi soffiandoci dentro, chi infilandoci dentro uno stuzzicadenti ad ore 6 o ore 12. Il concetto è che da quelle parti, dentro il connettore cuffie si trova un piccolo switch che attiva l’uscita audio digitale e così il volume non è più normalmente disponibile. La soluzione è perciò esplorare l’interno di tale connettore lungo tutta la sua circonferenza con un qualcosa di sottile ma non pericolosamente acuminato (uno stuzzicadenti pare l’utensile tecnologicamente più avanzato!) . Il led si spegne e tutto torna alla normalità.





Ubuntu e il problema audio del MacBook Pro.

15 06 2008

Tempo di rispondere ad un commento in cui Marco si lamentava di un malfunzionamento della sua scheda audio ed anche la mia si ammutolisce…

La cosa positiva è che non siamo i soli. E dico questo non per onorare l’adagio ” Mal comune, mezzo gaudio”, ma perché ciò significa che online si trova la soluzione. Il problema risiede nel chipset della nostra scheda audio e nel relativo modulo che il kernel carica. La scheda audio hda intel è montata su molteplici modelli di computer e le varie versioni hanno tra loro qualche differenza. Di conseguenza dovremmo passare ad alsa il giusto nome del modello della nostra scheda, editando il file alsa-base in /etc/modprobe.d, in modo che il nostro sistema sappia come pilotare a dovere il nostro hardware.
Qui si trovano tutti i possibili modelli della nostra card (e i comandi da dare per capire quale parametro ci serve). Nel mio caso, avendo un MacBook Pro di seconda generazione ho aggiunto la linea necessaria dando questo comando:

sudo echo ‘options snd_hda_intel model=intel-mac-v3’ \

>> /etc/modprobe.d/alsa-base

Il comando echo unito ad >> scrive la stringa desiderata alla fine del file indicato. La backslash (\) serve invece a dividere il comando su due righe. E dopo un reboot, tutto funziona.





Un software per Euro 2008.

9 06 2008

Ci siamo! Manca poco al debutto dell’Italia!! La febbre da Europeo è al culmine e ci vuole assolutamente un software che ci aiuti a monitorare tutti i risultati e i gironi, dotato di un calendario e possibilmente che si aggiorni via web semplicemente con un click. Insomma, ci vuole Euro2008. Disponibile per Win, Mac e Linux.

E’ il programma di Pier Luigi Covarelli, che già sviluppò Germany2006. E’ gratis anche se le donazioni sono ben accette!

Disponibile in Italiano ed in Inglese!





Ubuntu su MacBook Pro: Grub dove lo metto?

4 06 2008

Ho recentemente installato Ubuntu Hardy Heron sul mio macbook pro, affiancandolo a Leopard in dual boot. Le macchine Apple sono belle ma, si sa, sono anche sempre state piuttosto seccanti in termini di compatibilità. Io personalmente ho benedetto il passaggio ai processori Intel, perché abbatteva di fatto la più grande barriera ancora alzata contro chi volesse un hardware Apple and un Os diverso.

Ero tuttavia piuttosto scettico. Temevo che la mia scheda Airport, prima di tutto, non sarebbe stata riconosciuta e poi c’era il problema dell’assenza di un vero bios, il dilemma grub ecc. Va bé, ho provato seguendo questa guida. Risultato stupefacente. Funziona tutto, ma proprio tutto, compiz incluso (una volta abilitata l’accelerazione grafica).

Unici due appunti.

1.L’howto è poco chiaro su dove vada installato grub. Allora, grub NON va sul MBR. Per avere Ubuntu, come la guida spiega, avrete bisogno di installare da Leopard ( o Tiger) rEFIt, che sarà il vostro primo bootloader. Grub, il cui scopo è di caricare il Kernel (quindi senza si va poco lontano!), va installato sulla stessa partizione dove avrete messo la vostra root (/dev/sda4 nel mio caso ma dipende da come avrete partizionato il vostro disco). All’avvio rEFIt vi farà scegliereda quale partizione avviare; una volta scelta quella di Linux, avremo il nostro Grub.

2.I driver Madwifi, che fanno funzionare la nostra scheda wireless Airport Extreme (che come ci dice il comando

lspci
Network controller: Atheros Communications Inc. AR5418 802.11abgn Wireless PCI Express Adapter (rev 01)

altro non è che una card basata su chipset Atheros) vanno compilati e caricati nel Kernel. Fin qui tutto ok, senonché il recente aggiornamento al kernel 2.6.24-17 ci fa a pugni. Il risultato è che la nostra wireless cessa di funzionare ( e a nulla vale ricompilare i driver). Per risolvere ci sono due vie: possiamo editare il file menu.lst di Grub (che è quello che, tra le altre cose, passa le opzioni al bootloader su quale kernel caricare di default) in modo che sia caricato di il 2.6.24-16 ( ricordatevi che Grub comincia a contare da ZERO). Oppure possiamo impedire che il kernel sia aggiornato ( e con esso i corrispondenti Linux headers). La seconda procedura la trovate in questo altro mio post.








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