Come bloccare un aggiornamento in Ubuntu: la blacklist.

4 06 2008

Se vi capita di scoprire che un aggiornamento è incompatibile in qualche modo con la vostra configurazione fatta ad hoc e volete bloccarlo senza che vi rompa le uova nel paniere, un sistema c’è. Anzi, ce se sono due (almeno).

1. Via Synaptic. Aprite il vostro package manager e, nella sezione dei pacchetti installati ma aggiornabili, scegliete quelli indesiderati. Quindi dal menù package, scegliete lock. I guastafeste compariranno in una sezione denominata Pinned e se ne staranno lì senza nuocere.

2. Via apt-get. Da terminale editate il file /etc/apt/apt.conf.d/50unattended-upgrades. Ecco il mio:

lolleus@lolleus-box:~$ cat /etc/apt/apt.conf.d/50unattended-upgrades
// Automaticall upgrade packages from these (origin, archive) pairs
Unattended-Upgrade::Allowed-Origins {
“Ubuntu hardy-security”;
// “Ubuntu hardy-updates”;
};

// List of packages to not update
Unattended-Upgrade::Package-Blacklist {
// “vim”;
// “libc6”;
// “libc6-dev”;
// “libc6-i686”;
};

// Send email to this address for problems or packages upgrades
// If empty or unset then no email is sent, make sure that you
// have a working mail setup on your system. The package ‘mailx’
// must be installed or anything that provides /usr/bin/mail.
//Unattended-Upgrade::Mail “root@localhost”;

La doppia slash (//) in questo caso serve da commento (io non ho nulla in blacklist). Aggiungete quindi il nome esatto del vostro pacchetto senza // davanti se volete che eventuali aggiornamenti via apt ignorino quel dato programma.





Ubuntu su MacBook Pro: Grub dove lo metto?

4 06 2008

Ho recentemente installato Ubuntu Hardy Heron sul mio macbook pro, affiancandolo a Leopard in dual boot. Le macchine Apple sono belle ma, si sa, sono anche sempre state piuttosto seccanti in termini di compatibilità. Io personalmente ho benedetto il passaggio ai processori Intel, perché abbatteva di fatto la più grande barriera ancora alzata contro chi volesse un hardware Apple and un Os diverso.

Ero tuttavia piuttosto scettico. Temevo che la mia scheda Airport, prima di tutto, non sarebbe stata riconosciuta e poi c’era il problema dell’assenza di un vero bios, il dilemma grub ecc. Va bé, ho provato seguendo questa guida. Risultato stupefacente. Funziona tutto, ma proprio tutto, compiz incluso (una volta abilitata l’accelerazione grafica).

Unici due appunti.

1.L’howto è poco chiaro su dove vada installato grub. Allora, grub NON va sul MBR. Per avere Ubuntu, come la guida spiega, avrete bisogno di installare da Leopard ( o Tiger) rEFIt, che sarà il vostro primo bootloader. Grub, il cui scopo è di caricare il Kernel (quindi senza si va poco lontano!), va installato sulla stessa partizione dove avrete messo la vostra root (/dev/sda4 nel mio caso ma dipende da come avrete partizionato il vostro disco). All’avvio rEFIt vi farà scegliereda quale partizione avviare; una volta scelta quella di Linux, avremo il nostro Grub.

2.I driver Madwifi, che fanno funzionare la nostra scheda wireless Airport Extreme (che come ci dice il comando

lspci
Network controller: Atheros Communications Inc. AR5418 802.11abgn Wireless PCI Express Adapter (rev 01)

altro non è che una card basata su chipset Atheros) vanno compilati e caricati nel Kernel. Fin qui tutto ok, senonché il recente aggiornamento al kernel 2.6.24-17 ci fa a pugni. Il risultato è che la nostra wireless cessa di funzionare ( e a nulla vale ricompilare i driver). Per risolvere ci sono due vie: possiamo editare il file menu.lst di Grub (che è quello che, tra le altre cose, passa le opzioni al bootloader su quale kernel caricare di default) in modo che sia caricato di il 2.6.24-16 ( ricordatevi che Grub comincia a contare da ZERO). Oppure possiamo impedire che il kernel sia aggiornato ( e con esso i corrispondenti Linux headers). La seconda procedura la trovate in questo altro mio post.








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